|
Orsa, Fast Confsal e Sap: 100% di
adesione nella navigazione
Lo
sciopero dei ferrovieri nell'ambito della
vertenza-simbolo di Messina che periodicamente deflagra
a causa del disimpegno di Fs nell'area dello Stretto,
che si traduce in un impoverimento dei servizi e nella
sterilizzazione delle prospettive occupazionali: Orsa,
Fast Confsal e Sap esultano. «Adesione totale allo
sciopero di avant'ieri con punte addirittura del 100%
all'impianto di navigazione». Dato che induce le tre
sigle a parlare di «rilancio di una vertenza che per
troppo tempo s'era sopita».
Le rivendicazioni, rilevano Mariano Massaro,
Salvatore Giannetto e Luigi Bongiorno, non sono
cambiate: tutela della continuità territoriale, reale
volontà aziendale e politica di investire in un settore
nevralgico per il Mediterraneo, alt alla politica di
dismissioni e, casomai, promozione di iniziative di
rilancio. «Non è possibile», argomentano, «utilizzare,
ancora una volta, l'alibi del Ponte per sbaraccare una
risorsa pubblica che garantisce lavoro dignitoso a
migliaia di famiglie». Quindi, una considerazione: «Non
ci ha meravigliato l'assenza di esponenti politici,
forse troppo impegnati nella spartizione delle poltrone
regionali».
La vertenza Stretto, sostengono Orsa, Fast Confasal e
Sap, «riparte dal coraggio dei lavoratori, in modo
particolare dei precari marittimi. Che in questi giorni
stanno subendo l'ennesima beffa orchestrata da Rfi:
l'assunzione ex novo di 55 unità non corrisponde», si
rileva, «agli accordi sottoscritti».
Da una vertenza, ampia nelle sue motivazioni, a una
denuncia che il Sap reitera sotto forma di esposto alla
Procura della Repubblica. «Da diverso tempo», si afferma
tra l'altro, «diverse persone che ricevono la pensione
di anzianità imbarcano sulle navi di proprietà Rfi
tramite chiamata dal turno generale; turno creato
esclusivamente per le persone disoccupate del settore
marittimo». E il Sap, che critica la Capitaneria di
porto, fa tre nomi. (fr.ce.)
Fonte: Gazzetta del Sud |