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"Panta Rei" - I
quiz d'ammissione del settembre 2000
I test svolti
a Medicina. Il gup: 8 rinvii a giudizio
Nuccio Anselmo
Tutti
rinviati a giudizio. Ha deciso così ieri mattina il
gup Mariangela Nastasi, accogliendo integralmente le
richieste del pm Antonino Nastasi, per gli otto
imputati dell'ultima tranche di "Panta Rei", una
delle più importanti operazioni antimafia degli
ultimi anni che ha monitorato trent'anni di via
dell'ateneo peloritano, codificando una serie di
infiltrazioni mafiose della 'ndrangheta. Una tranche
che è arrivata fino ai nostri giorni sostanzialmente
per tre motivi: già quando scattò l'operazione
principale, e siamo nell'ottobre del 2000, questo
filone fu successivo; mentre era in corso l'udienza
preliminare uno degli imputati chiese l'applicazione
della legge "Cirami" sul legittimo sospetto,
richiesta che la VII Sezione della Cassazione ha
respinto solo nel novembre dello scorso anno; e
infine s'è svolta una complessa e lunga perizia
grafologica su tutti gli elaborati di quella
tornata. In questo caso l'argomento è infatti
diverso dal troncone principale, già definito in
primo grado e attualmente in corso di svolgimento in
appello (la prossima udienza si terrà a giugno).
Al centro del processo ci sono
infatti i pre-esami svolti a Medicina nel 2000. Gli
otto imputati sono stati tutti rinviati a giudizio
dal gup Nastasi al 18 settembre prossimo, data in
cui inizierà il processo davanti ai giudici della
prima sezione penale del Tribunale, presieduta dal
giudice Attilio Faranda, e si tratta dello stesso
collegio che ha gestito in primo grado il
maxiprocesso "Panta Rei".
Tra le otto persone coinvolte
professori universitari, studenti e "mediatori"
calabresi: il dentista calabrese Francesco
Stelitano, di Melito Porto Salvo; l'allora studente
universitario Fausto Domenico Arena, di Briatico;
Santo Crea, di Motta S. Giovanni; Fortunato
Stelitano, di Roghudi, fratello del dentista; e poi
i componenti della commissione di Medicina, nonché
docenti universitari, Ludovico Magaudda, di Messina;
Luigi Angiò, di Tropea; Carmelo Damiano Salpietro,
di Messina; Carlo Sansotta, originario di Arezzo e
residente a Messina. Ieri si è registrata
anche un lunga deposizione del prof. Angiò, che nel
corso di oltre due ore d'intervento ha contestato
punto su punto le accuse che gli vengono mosse.
Quattro le tipologie di reato che la Procura
contesta: corruzione, falso ideologico del pubblico
ufficiale in atti pubblici, falso materiale del
pubblico ufficiale in copie di atti pubblici e abuso
d'ufficio. Si tratta in pratica di un fascicolo
legato al maxiprocedimento "Panta Rei" e riguarda i
quiz di ammissione alla facoltà di Medicina e
Chirurgia che si tennero il 25 settembre del 2000:
secondo l'accusa i compiti di alcuni studenti furono
corretti ad arte per far superare loro la prova. Non
tutti devono rispondere degli stessi reati: i due
Stelitano, Arena, e Crea di corruzione (Crea avrebbe
sborsato un paio di decine di milioni di lire per
far "passare" il figlio all'esame); i professori
Magaudda, Angiò, Salpietro e Sansotta, di falso in
relazione alla stesura del verbale delle sedute di
commissione; ed ancora a carico di Magaudda, Angiò,
Salpietro, Sansotta, Francesco Stelitano e Arena è
ipotizzato il reato di falso materiale per
l'alterazione totale o parziale di alcuni moduli
predisposti per le risposte multiple di quattro
studenti; infine Magaudda, Angiò, Salpietro e
Sansotta rispondono di abuso d'ufficio, perché
secondo l'accusa avrebbero provocato un danno
ingiusto ad una studentessa, che a causa della
manipolazione degli elaborati venne esclusa dalla
graduatoria di ammissione al corso di laurea.
Proprio la studentessa danneggiata si è costituita
parte civile nel procedimento, ed è stata
rappresentata dall'avvocato Giuseppe Caminiti,
mentre gli imputati sono stati assistiti dagli
avvocati Salvatore Papa, Alberto Gullino, Bernardo
Garofalo, Anna Laura Muscolino e Giuseppe Serafino.
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