[13.05.2007]

 
 
 

OSCAR WILDE o della "FATWA VATICANA"

 

Venerdì 4 maggio sono stati pubblicati su "Liberazione" due interessanti articoli : "Stampa vigliacca, forte coi deboli" di Lidia Menapace e "La fatwa del Papa e il
il silenzio dei democratici" di Paolo Flores D'Arcais. Articoli da rileggere con attenzione in quest'era di sacri furori religiosi. Lo scalpore suscitato dalle (forse ?)
irriverenti battute di Andrea Rivera hanno, come al solito scatenato la corsa a chi erge come il più forte, coraggioso e genuflesso difensore di quel che
"Il Manifesto" definì il "pastore tedesco". Il "dagli all'untore" o "all'eretico" di più che centenaria memoria si è spinto fino a dare del "terrorista" a Rivera e a
chiedere la sua cacciata dagli spazi mediatici, passando così dall'editto bulgaro alla Fatwa vaticana.
Una prima riflessione: in questo momento nessuno ricorda la giusta difesa che tutti abbiamo fatto di S. Rushdie e del suo diritto di essere irriverente con la sua
religione e con Maometto.
Una seconda riflessione: il vero fulcro di questo furore sui "valori naturali" è la battaglia omofobica che le istituzioni ecclesiali stanno portando avanti, e sarebbe
opportuno ricordare la sventura che si abbattè su Oscar Wilde: nel 1895, all'apice del suo successo, mentre si recitano nella puritana Londra le sue opere
"Un marito ideale" e poi "L'importanza di essere onesto" viene stroncato dalla condanna per omosessualità, dopo l'accusa pubblica del padre di Bosie (suo amante):
due anni di lavori forzati e spoliazione di ogni bene, anche futuro, per spese processuali. Morirà nel 1900 a soli 46 anni.
Il suo ultimo lavoro è la "Ballata del cardere di Reading",suo capolavoro in versi; sua estrema, delicata e appassionata difesa di un condannato che aveva ucciso
"la cosa che amava" di fronte a tutti coloro che inneggiavano mettendo sulle loro picche i "valori naturali.


"La cosa che si ama uccidono
tutti,e tutti lo sappiano,
C'è chi lo fa con sguardo amaro,
chi con voce suadente,
Con un bacio lo fa il baro,
di spada il prepotente!"
O. Wilde


Una terza riflessione: che il Vaticano sia così decisamente ostile alle teorie di Darwin è abbastanza comprensibile, ma c'è da chiedersi se il perbenismo che nel
1895 condannò con tanta ipocrisia Wilde si sia, almeno un po' evoluto, se la possibiltà di critica e di satira si debba fermare davanti ai sacri portoni, e se l'amore
tra due persone dello stesso sesso sia così scandaloso e così pericoloso per la società.

Crispino Maggio

nella foto: Crispino Maggio

 

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