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MILANO
- Rappresentanza nel nuovo
governo all'altezza del successo elettorale, questione
Malpensa e Rai. La Lega non ha aspettato molto a mettere
sul piatto quelle che sono le sue rivendicazioni. E per
farlo ha usato il suo solito stile, brusco e diretto.
"Per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime riunioni
saranno tenute solo con Silvio Berlusconi", ha mandato a
dire a Roma con un comunicato diffuso al termine della
riunione della segreteria politica svoltasi nella sede
milanese di via Bellerio. "Dopo l'inutile vertice romano
- si legge ancora nella nota - la segreteria ha deciso
che, per quanto riguarda la Lega Nord, le prossime
riunioni saranno tenute solo con il leader del Popolo
della Libertà, Silvio Berlusconi. La segreteria politica
ha ribadito che la Lega Nord ha ricevuto l'imperativo
mandato dagli elettori di risolvere le questioni legate
al federalismo e alla sicurezza. Pertanto, visto lo
straordinario risultato ottenuto su questi due temi, non
è possibile derogare dall'assoluto rispetto dello
stesso". I nodi che il Carroccio pone al pettine di
Berlusconi sono noti già da ieri, quando
Umberto Bossi ha alzato la voce nell'incontro
romano con il Cavaliere, Gianfranco Fini e Raffaele
Lombardo. La Lega, forte del consenso raddoppiato, vuole
almeno quattro dicasteri e in caso di dimissioni di
Roberto Formigoni dalla guida della Lombardia per
assumere un incarico di governo, chiede anche la
presidenza della Regione. Poi c'è la questione Malpensa.
Proprio mentre Berlusconi sulla crisi Alitalia
riapriva, per quanto timidamente, le porte alla
soluzione Air France, Roberto Maroni dettava le
condizioni della Lega sul futuro dello scalo milanese.
La compagnia aerea, spiegava in un'intervista a Il
giornale della libertà il capogruppo del Carroccio,
"deve fare una sola cosa, liberare gli slot, mettere a
disposizione di chi vuole venire a Malpensa gli spazi
per volare. Vedrete che il nostro aeroporto si salverà
da solo. Il presidente di Sea Giuseppe Bonomi sa già
cosa fare, la Lega è al suo fianco". Rivendicazioni alle
quali oggi il Carroccio ne ha fatte seguire un'altra.
Per bocca del consigliere Rai Giovanna Bianchi Clerici
ha ritirato fuori dai cassetti un vecchio pallino
leghista, tornando a chiedere che si discuta subito in
consiglio di amministrazione la creazione di un nuovo
centro di produzione a Milano, cogliendo l'occasione
dell'Expo 2015. Ma sullo sfondo resta in realtà il
progetto ben più ambizioso di spostare l'intera Raidue
nel capoluogo lombardo. Resta da capire, ovviamente, se
quella della Lega è un'impuntatura e un presa di
posizione reale, o se è la solita tattica di Umberto
Bossi per alzare la posta, mossa in cui in questi anni
il leader leghista ha mostrato più volte di essere
maestro. Di certo la bordata partita da via Bellerio
oggi pomeriggio è arrivata dopo che Berlusconi in
mattinata aveva cercato di minimizzare
lo sfogo avuto ieri dal Senatur,
attribuendolo al solito "linguaggio paradossale,
iperbolico e metaforico" di Bossi. "Lui - aveva poi
precisato il Cavaliere - riteneva che l'incontro fosse
basato sui nomi dei ministri, mentre io non avevo questa
intenzione, perché aspettavo ancora di vedere i sessanta
di tutta la squadra e di calibrare competenze,
esperienze e presenze di copertura del territorio".
In attesa di capire la vera portata dello scontro, nel
pomeriggio sono scesi in campo i pompieri. "Non c'è
nessun malumore abbiamo solo sottolineato quella che
riteniamo una questione politica", ha smorzato l'ex
ministro della Giustizia Roberto Castelli. Allo stesso
modo si è sforzato di tenere i toni bassi anche Alleanza
nazionale. "Con chi altri se non con Berlusconi, che
rappresenta tutto il Popolo della libertà e che sarà il
futuro presidente del Consiglio, dovrebbero parlare i
leghisti?", ha replicato Andrea Ronchi alla sparata del
Carroccio.
Fonte: La Repubblica |