COMUNICATO STAMPA
ATM –
SCIOPERO DI 24 ORE DEL 6/06/2007
Finalmente con voce alta e chiara
degli autoferrotranvieri dell’ATM
di Messina, che vogliono
riconosciuti i propri diritti,
troppo spesso soffocati dal
sistema clientelare di questa
azienda, è arrivata al Sindaco.
Dopo l’agitazione sindacale,
sfociata negli scioperi del 15
marzo e del 2 aprile, dove si è
registrato il fermo pressoché
totale della tranvia e dell’80% dei
bus, ci sono stati ulteriori
atteggiamenti provocatori della
amministrazione aziendale e del suo
presidente, culminati nella
disattesa, da parte della stessa,
del protocollo d’intesa siglato il
17 aprile c.a. con la R.S.U. e i
sindacati di base. Si rende noto
che, con tale protocollo, l’ATM si
impegnava a ripristinare
l’indennità “evitati sinistri” dal
primo gennaio 2007 (peraltro
eliminata in modo arbitrario e
unilaterale dal direttore generale
Claudio Conte) e ad aprire tavoli
tecnici, volti ad affrontare:
1)
la stabilizzazione dei
precari;
2)
le questioni della
sicurezza;
3)
il superamento delle
discriminazioni retributive
esistenti;
4)
riorganizzazione
dell’assetto sindacale.
La
RSU, ormai stanca di cercare di
venire incontro ad un’azienda che
non fa altro che vessare i suoi
lavoratori, ha proclamato lo
sciopero di 24 ore nella giornata
di ieri con un sit-in a Palazzo
Zanca. La
partecipazione dei lavoratori, di
tutte le sigle sindacali, è stata
massiccia, e, nonostante i
dirigenti sindacali di Cisl, Cgil e
Uil abbiano dato indicazioni ai
loro aderenti di non scioperare, si
è registrato il fermo totale della
tranvia e l’80% nel gommato.
A
Palazzo Zanca la RSU congiuntamente
alla CUB-Trasporti e SdL hanno
incontrato prima l’Assessore al
Lavoro, Alfredo Crupi e dopo una
lunga attesa, il Sindaco,
Francantonio Genovese.
Oggetto di tale confronto anche la
delibera n.3/2007 del Presidente
dell’Azienda Trasporti, Franco
Providenti, con la quale si
promuove ed elargisce denaro(…che
per la stragrande maggioranza dei
lavoratori, l’Azienda dichiara di
non avere…!!), spostando personale
dalle officine in amministrazione e
così via per oltri 80 dipendenti da
settori già carenti di organico
senza una preliminare concertazione
sindacale.
Il
Primo Cittadino ha dichiarato, che
attenzionerà la situazione non
escludendo ove ne ricorrano le
condizioni, sarà lui stesso a
portare tale delibera davanti alla
Corte dei Conti.
La
CUB-Trasporti e la RSU auspicano
che, questo possa essere l’inizio
di un confronto per il recupero di
un percorso democratico, volto al
rispetto delle regole, ponendo fine
al sistema clientelare, che provoca
solo danni e disagi anche
all’utenza.
L’addetto stampa della
Confederazione Unitaria di Base (CUB)
Vittoria Faranda